All’inizio dell’estate, un gruppo di ex democratici cristiani schierati nel PDL con almeno quattro sigle diverse, si sono riuniti per pronunciarsi a favore del sistema elettorale tedesco. Questo sistema piace anche alla UDC di Casini, ed alla nuova formazione di Rutelli. Il “sistema tedesco” è un sistema misto fra uninominale e proporzionale. Nei fatti, darebbe come risultato una forma di bipartitismo che permetta la sopravvivenza di una formazione intermedia. E’ evidente nei sostenitori del sistema tedesco, del PDL, il desiderio di cogliere l’occasione per dare vita ad un terzo polo centrista vicino al PDL od a dirittura all’interno del PDL. Casini spera con il sistema tedesco di diventare determinante fra il blocco di destra ed il blocco di sinistra. Anche D’Alema si pronuncia per la legge tedesca perché potrebbe permettere la riedizione di un governo di centro sinistra, con centro e sinistrache si presentano con simboli diversi alle elezioni, per allearsi soltanto dopo il risultato elettorale in sede parlamentare. Contemporaneamente, il Corriere della sera ha pubblicato un iniziativa partita da Marco Pannella, in favore di una legge elettorale basata sul collegio uninominale. L’iniziativa ha raccolto adesioni trasversali da parte di personalità di tutti i partiti. Le adesioni si possono riscontrare su www.uninominale.it. Marco Pannella si richiama esplicitamente alla battaglia referendaria del 1993 che riscosse il 93 % dei consensi.
Le due iniziative hanno per ora prodotto un irrigidimento nella maggioranza governativa che difende l’attuae porcellum. Ma il voto del 4 agosto ha dimostrato che una maggioranza non esiste più. La questione vitale del cambiamento della legge elettorale si trasforma così in conflitto costituzionale. Il Presidente della Repubblica potrebbe constatare che c’è in Parlamento una nuova maggioranza favorevole al cambiamento della legge elettorale e permettere così che un governo “ad acta” provveda a farlo approvare in parlamento. Ma Berlusconi sostiene che la caduta del suo governo coincida con il suo diritto a fare immediate lezioni perchè il popolo lo ha indicato come unico possibile Premier, votandolo. Un conflitto istituzionale è il peggio del peggio di quanto ci potevamo aspettare.
Nel dibattito è stato anche riesumato un parere inedito di Cossiga, comparso solo dopo la sua morte:
“…Se vi sono istituti che bisogna riconfigurare per la certezza degli stessi rapporti politico parlamentari in una riforma costituzionale futura, essi sono quelli del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio… Per quanto mi riguarda, sono ancora in linea e a favore dei risultati della vecchia Bicamerale presieduta da D`Alema. E cioè: Repubblica semi-presidenziale con presidente eletto direttamente dal popolo, sistema elettorale uninominale maggioritario a doppio turno; giudice disciplinare dei magistrati e della legittimità dell`elezione dei parlamentari; una sezione della Corte Costituzionale; nessun federalismo reale; netta distinzione tra carriera dei giudici e carriera dei pubblici ministeri…”








Facebook
Flickr
MySpace
Twitter
YouTube
Technorati
settembre 3rd, 2010 alle 00:23
il popolo ha sempre più voglia di essere protagonista della politica e della democrazia libera,non quella di questi ultimi anni ,nella costrizione bipolaristica determinata dai grandi partiti i quali anch’essi stanno implodendo.Il ritorno alla democrazia partecipativa con un sistema elettorale proporzionale econ preferenze, potrebbe rappresentare la migliore forma democraticadel nostro paese ed è possibile formare governi stabili, bastadarsi delle regole certe e rispettarle, per il bene del nostro paese e dei nostri figli.wiv